Oggi a New York è una giornata grigia così ne ho approfittato per sistemare un po’ di foto e per chiacchierare su Skype con la mia famiglia e il nostro amico Corrado 🙂

Eccovi 5Pointz, la mecca degli artisti di strada.

Nell’800 con Five Points (con la S invece che con la Z) veniva definito il famigerato quartiere nella Lower Manhattan che raggruppava i più pericolosi gangstar irlandesi. Il nome derivava dall’intersezione di Mulberry, Little Water, Anthony, Cross e Orange street: le cinque strade e i cinque angoli che formavano appunto i Cinque Punti in cui vivevano i peggiori criminali 😉

Tra tutte solo Mulberry street oggi ha mantenuto il nome originale e forse la conoscete perché rappresenta Little Italy nella sezione che va da Canal a Broome street.

La fama di Five Points era anche stata immortalata nel 1928 da Herbert Asbury col suo libro “Gangs of New York“, da cui poi Martin Scorsese ne trasse il famoso film (criticato dagli storici per troppe imprecisioni).

Quella Five Points oggi non esiste più, ma se prendete il treno 7 per il Queens e scendete a Court Sq vi ritroverete davanti a questo edificio completamente ricoperto di graffiti, chiamato Five Pointz.


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In questo caso il nome porta con sé un diverso significato: cinque quartieri che diventano uno.

Ad oggi i cinque quartieri hanno perso i loro confini geografici, visto che a dipingere le pareti della vecchia fabbrica abbandonata hanno contribuito artisti da tutto il mondo!!!

Come alternativa potete arrivarci scendendo sempre alla fermata Court Sq della G, della E o della M, ma non è altrettanto suggestivo perché la linea 7 è sopraelevata (così potete godere anche della vista dall’alto), mentre le altre sono sottoterra.

L’anno scorso si parlava di una eventuale distruzione dell’edificio (che avrebbe dovuto lasciare il posto all’ennesimo grattacielo luxury)… per fortuna al momento questa possibilità sembra essere rimandata.

Pur avendo l’impressione di essere di fronte ad un gigantesco “puzzle” di arte, di colori e di stili diversi, non è più possibile in realtà per un artista creare qualcosa senza prima aver presentato il suo progetto ed essere stato approvato dalla commissione responsabile mandando un’email a meresone@5ptz.com.

Da un giorno all’altro è possibile trovarsi di fronte a graffiti nuovi: le pareti sono in continua evoluzione e andandoci spesso sembra di essere davanti ad una tela gigante su cui si esprime costatentemente l’anima sensibile dei più svariati artisti.

Dietro a “Meres One” (firma di diversi graffiti) c’è il veterano Jonathan Cohen, che è il “curatore ufficiale della galleria”, il cui obiettivo è quello di trasformare l’edificio in un Museo di Graffiti Art… in bocca al lupo, siamo tutti con lui!!!!!!

Potete vedere tutte le attività organizzate, dalla serata hip-hop alle varie performance, consultando 5ptz.com/graff.

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