Un’amica mi ha invitata all’anteprima della mostra al Guggenheim di Maurizio Cattelan tenutasi l’altro ieri sera… grazieeee!!!!! Alla stessa inaugurazione erano invitati anche il mio amico truccatore Lorenzo (è stato lui il primo a parlarmene) e Francesca: la serata non sarebbe potuta andare meglio.

“All” ha ufficialmente aperto ieri (4 novembre 2011) al Guggenheim, tra Fifth avenue e 89th street, e rimarrà aperta fino al 22 gennaio 2012.
–> se volete risparmiare potete entrare al museo dopo le 17.45 di sabato lasciando una donazione a piacere (pay-what-you-wish).

Si tratta di una “retrospettiva” di Cattelan, in cui tutte le sue opere più famose scendono appese dal soffitto nel grande atrio a cui si affaccia la struttura circolare del museo. Salendo per il corridoio, si possono vedere meglio da vicino secondo una prospettiva che cambia con l’altezza e con l’inclinazione.

Tra queste: il papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite, i bambini impiccati, la madre “inscatolata” a testa in giù sul letto, Cattelan bambino che suona il tamburello, il suicidio dello scoiattolo, Hitler (dalle buffe proporzioni) in ginocchio, il letto di morte in cui l’artista è sdraiato accanto al proprio io, stampe, fotografie…. e tantissimi animali impagliati.

All’inaugurazione era impossibile non notare la presenza massiccia degli italiani e quello che più mi ha fatto effetto è la sensazione di “riverenza” totale che caratterizzava la “cricca” dei suoi “seguaci”.

Dopo aver chiesto a Cattelan di poter fare una foto con lui e aver ricevuto una risposta affermativa, Francesca ed io ci siamo dovute arrendere di fronte al fatto di non poter trovare nessuno che si “assumesse la responsabilità di scattarcela”… Farci un foto sì, ma appena era chiaro avrebbero dovuto farla a noi con l’artista, al primo sì seguiva un no dettato dall’intimidazione per l’arduo compito (???).

Anche PierPaolo, il suo fotografo ufficiale, tra quelli che si sono tirati indietro dal farlo. Per poi “riscattarsi” però scattandoci una foto con Jovanotti (al museo con la moglie: bellissimi).

Non conosco da vicino questo ambiente e ammetto che anche l’anno scorso, all’inaugurazione della mostra di Marina Abramovic al MoMa, ho provato le stesse emozioni di totale fanatismo e disagio.

Forse sono troppo concettuale, ma chi rende artista l’artista? Antico dilemma tra l’essere e l’apparire. L’artista per primo deve “prendersi sul serio”, ma è fondamentale che chi lo circonda finisca per “mitizzarlo”, forse alla ricerca di approvazione…

Scusate la digressione, torniamo alla mostra 😉

Ho trovato l’allestimento di grandissimo effetto, e pur avendo pensato “povero!” alla vista di ogni animale imbalsamato, ho apprezzato molto le sensazioni alla vista che ne sono derivate, la tenerezza e l’espressione delle loro pose.

La follia e la precisione con cui tutti i 130 pezzi creano una perfetta omogeneità cadendo dal soffitto è ammirevole.

Capisco perché la realizzazione sia iniziata mesi fa!

Ero curiosa di conoscere le opinioni di alcuni ospiti americani presenti (anche per sapere se qualcuno di loro avrebbe avuto qualcosa da ridire sulla presenza degli animali impagliati) e tutti erano estasiati: Cattelan è senza dubbio un artista affermato anche a New York.

L’invito era valido anche per l’ingresso alla festa seguita al Boom Boom Room (all’ultimo piano dello Standard Hotel), e l’apice della serata è stato l’incontro con Gianna Nannini… ma questa è un’altra storia 😛

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