Chi non ha mai visto uno dei vari documentari di Michael Moore?

Cinico o realista a seconda del punto di vista di chi lo legge, Moore ha da sempre presentato una facciata dell’America diversa da quella di cui tutti sono innamorati.

Ho visto i suoi documentari, letto i suoi libri e ragionato sulle varie prospettive a cui sono stata esposta partendo dal mio background sociale e culturale, tutto italiano, proiettato in questa realtà newyorkese in cui ormai vivo da 4 anni.

Il suo spirito critico passa spesso per polemico; io lo trovo arguto, interessante e stimolante.

Pur continuando ad amare questa mia città d’adozione, sono d’accordo con lui su vari aspetti… possibile che io e Luca dobbiamo pagare $1000 AL MESE di assicurazione sanitaria?!???

Da sempre si racconta ai cittadini americani che uno stato sociale che provveda alla salute di tutti non funziona ma di fatto, per nostra esperienza, l’attesa e la qualità del personale medico non si differenzia poi così tanto da quello italiano.

Secondo la mentalità capitalista, l’ospedale privato assicura la qualità dell’assistenza; ma cosa succede se uno non può permettersela?

Ai poveri, per legge, non si DOVREBBE negare il pronto intervento in caso di emergenza ma HO PROVA di amiche a cui è stata chiusa la porta con le scuse più banali per evitare di “rimetterci dei soldi”, non potendoli poi recuperare dalle assicurazioni –> fatela sempre prima di partire, mi raccomando!!!

Il business legate al capitalismo del bene comune secondo me non funziona!

Domani sera (martedì 13) alle ore 19 Michael Moore sarà a Union Square (al 33 E. di 17th street) da Barnes&Noble per la presentazione di “Here Comes Trouble: Stories From My Life”, ottimo stimolo intellettuale 😉

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