Mi sento di dover spendere due parole sulla “presentazione” del nuovo libro di Ricky Martin avvenuto ieri a NY.

Sì, sono riuscita a vedere Ricky Martin dal vivo ma…

Sull’invito ricevuto da BORDERS (la libreria che ha ospitato l’evento), c’era scritto Signing – Ricky Martin – Me“: Ricky Martin dunque avrebbe concesso autografi per lanciare il suo libro intitolato “Me”.

Ok, ma io mi aspettavo che PRESENTASSE almeno un pochino il suo libro, o che si limitasse a leggerne le prime righe, o semplicemente che prendesse il microfono in mano e ringraziasse le centinaia di persone che erano lì solo per lui…………….!!!!

Non è successo nulla di tutto questo.

Per poterglisi avvicinare, era d’obbligo comprare il suo libro, che per l’occasione non era neppure disposto sugli scaffali della libreria ma era saggiamente nascosto dietro le casse.

Appena arrivata ho visto una fila incredibile di persone col libro in mano; tutti con un braccialettino azzurro numerato al polso.

I numeri iniziavano tutti con una lettera dell’alfabeto e stabilivano l’ordine della fila, ma NON GARANTIVANO la possibilità di avere l’autografo!!!

Alle 11.20am, erano già arrivati a distribuire numeri che iniziavano con la K e si mormorava che solo i gruppi dalla A alla F sarebbero potuti essere QUASI sicuri di potersi avvicinare alla star.

C’era gente ovunque e si faceva fatica a camminare, quindi la trovata pubblicitaria ha avuto successo, senza dubbio.

Io però non ho voluto spendere $24. Non per il prezzo, per questa idea di imposizione.

Amo pensare che ci debba essere uno scambio tra autore e lettore, anche se l’autore in questione è famoso. Anzi, dal mio punto di vista, proprio perché si tratta della sua prima pubblicazione, Ricky Martin avrebbe dovuto “convincermi” a comprare il suo libro con la sua “eloquenza” e soprattutto con la sua passione: avevo bisogno di una motivazione, no?!

Ne parlavo stamattina con un mio amico newyorkese, Stefano, che ama gli italiani proprio perché mettono davanti cuore e amicizia invece ai soldi e agli affari. Stefano sostiene che il tornaconto economico sia purtroppo alla base di molte delle relazioni tra gli americani, ed è triste vederla in questo modo, ma in effetti, mi è già stato fatto notare che al momento delle presentazioni non è difficile sentire la domanda : «Che lavoro fai?». Sottointeso: mi serve la tua amicizia?

Non voglio affrontare ora il tema del capitalismo a tutto tondo, così chiudo dicendo che mi sento fortunata perché il mio atteggiamento positivo e “puro” mi ha solo portato a conoscere persone meravigliose anche qui a NY, ma una cosa è certa: l’operazione Ricky Martin mi è sembrata puramente commerciale.

Approfittarsi del fanatismo cieco per vendere e basta? L’errore dev’essere senz’altro degli organizzatori…

Ricky Martin mi è sembrato comunque troppo carino per farlo, hihihihihi!! 😎

Arrivato con 10 minuti di ritardo all’appuntamento, glielo si è subito perdonato di fronte al suo primo sorriso. Il signore di fianco a me, scherzando, ha commentato: «Spanish people are known for being late», i latini sono noti per essere ritardatari 😀

Circondato da una marea di reporter, non c’era ancun modo per poterglisi avvicinare se non comprando il suo libro ($24).

Solo se dotati di libro e del braccialettino con la lettera “giusta” si poteva sostare qualche secondo di fronte all’autore per farsi fimare il nuovo acquisto. Vietato comunque toccarlo o farsi fare una foto insieme.

Da brava italiana, sono riuscita pianino pianino a farmi strada tra la gente e ad avvicinarmi quanto più possibile per “rubargli” qualche foto. Tutti avevano il braccialettino ed erano in fila per l’autografo, mi è bastato sorridere gentilmente e chieder se potevo passar avanti solo per scattare una foto prima di andarmene per conquistare la prima posizione… al di qua delle transenne.

Sì, infatti solo i giornalisti e i cameramen erano ammessi all’interno delle transenne che delimitavano l’area di “signing” in cui appunto concedeva autografi.

Quest’ultima è stata la foto più “ravvicinata” che sono riuscita a fargli, ma alle 14 (dopo 3 ore di attesa!) ho deciso di “abbandonare il campo”.

Devo dire che la mia esperienza con Elizabeth Gilbert mi aveva lasciato tutto un altro sapore in bocca 😉

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