Non potrò mai “confondermi” tra gli americani se questo comporta l’appassionarsi al football, ma in fondo non amo neppure il calcio, e questo non mi rende meno italiana.

Nonostante ciò, questa serata del Super Bowl è stata bellissima anche per me.

Abbiamo deciso di passarla al Bar Toto, a Park Slope, dove Luca lavorava come manager. È stato un po’ come ritornare ad un anno fa: gli stessi camerieri, gli stessi clienti affezionati e Giulia, che una volta era cliente e ora fa la cameriera 🙂

Lo schermo era dietro il bar e tutti seguivano attenti, birra in mano. Quasi impossibile parlare con qualcuno durante l’interminabile partita, che alla fine, coi vari intervalli è durata più di 3 ore! L’euforia era tangibile.

Su di un cartellone c’erano tutti i nomi delle persone che avevano scommesso $5 su ogni numero –> non ho capito per nulla come funzionava (troppo complicato), ma di fatto era una specie di lotteria legata al gioco. I premi andavano da $75 a $250, e questo rendeva le persone ancora più entusiaste al momento dell’azione: da una parte c’era il gioco puro, dall’altra la scommessa; noi non abbiamo vinto niente 😎

L’energia contagiosa, i sorrisi, le urla nei momenti significativi, gli occhi intenti a seguire lo schermo, gli abbracci agli amici, il sapore delle mie patatine fritte preferite e l’odore di birra. Cosa chiedere di più?!

Io non sono stata impressionata dal gioco (già lo sapevo), se non dalla stazza dei giocatori, ma dalle pubblicità di cui tutti parlano e continueranno a parlare: alcune erano proprio forti.

Nei momenti in cui c’era più confusione e gli altri si potevano finalmente concedere un po’ di break dalla tensione della partita, io mi incollavo allo schermo 🙂

Il mio commercial preferito? Quello di Bridgestone intitolato CARMA.

Giudicate voi:

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