2 marzo 2010: fine e inizio di una nuova epoca.

Giorno dopo giorno, per tutti i 28 giorni di febbraio, ho assaggiato tutte le specialità dell’Hot Chocolate Chef Maury Rubin di City Bakery. Ora, l’arduo compito di giudicarle e, come ha detto Francesca, di trovare un altro progetto quotidiano per marzo, magari volto al benessere questa volta, così da liberarci un pochino da tutto l’eccesso di calorie assunto in questo mese…non rimpiango nulla comunque, ne è valsa la pena!

Tutto è cominciato con Donatella, il primo febbraio, quando insieme abbiamo deciso di provare la cioccolata calda al limone. Entrambe eravamo MOLTO scettiche a proposito… e abbiamo dovuto ricrederci! Fra tutte, è quella che mi ha stupito di più. Perché mai e poi mai mi sarei aspettata che i due sapori potessero sposarsi così bene. Il dolce del cioccolato e il “fresco” (l’aspro quasi scompariva) del limone.

All’inizio controllavo “l’agenda dei gusti”, ma dopo i primi tre giorni (limone appunto, peperoncino cileno e cannella cinese), ho preferito lasciarmi sorprendere. Di fronte ai ragazzi che servivano la cioccolata, la consueta domanda era: «Vuoi un sample (assaggio) della specialità del giorno?». La mia risposta: «Riempi pure la tazza con la cioccolata del giorno, questo sarà il mio sample ;-)».

Quella al caffè (prevedibilmente), è stata eccezionale. In questo caso l’abbinamento era vincente già a priori, ma devo dirvi che è difficile descriverne davvero la bontà. Oltra al gusto intenso, sostenuto anche dall’aroma proprio del caffè, rimanevano in bocca frammenti dei chicchi macinati, che andavano ad intensificarne il sapore. Sublime!!!

Personalmente poi, AMO la cioccolata fondente, e forse Love Potion (preparata il 14 febbraio), è stata quella che ho apprezzato di più. Cioccolato scuro scuro, con una miscela di spezie di cui lo chef non ha voluto rivelarne il nome… ho fatto il bis! E mi hanno fermata (ero con tanti amici), perché ero pronta a prendere anche la terza, la quarta, la quinta…. insomma, sarei andata avanti fino a farne un’indigestione! Stessa cosa è accaduta il 18 febbraio, di fronte alla cioccolata extra fondente…….mi ha “uccisa”!!!!!!

Mi hanno soddisfatto tutte.

Gusti intensi per la cioccolata allo zenzero, al peperoncino e alla cannella (nel corso del festival ci sono stati tre tipi di cannella: vietnamita, cinese e indonesiana…troppo sottile la differenza perché io l’abbia potuta cogliere, soprattutto perché sono state presentate a distanza di troppi giorni l’una dall’altra, ma buonissime tutte!).

Più delicata quella al tè verde, e particolare quella alla birra, che lasciava un restrogusto un po’ amaro, di malto, a stemperare il sapore dolce della cioccolata. Quest’ultima è stata proposta anche in una versione secondo me più ineteressante, con l’aggiunta dello zucchero di canna, che contrastava l’amaro della birra col classico sapore della canna. Un mix di sapori dolce-maltato-dolce che mi ha colpito.

Banana, caramello e vaniglia invece erano quasi “ordinarie” in questo contesto, così come la cioccolata al latte (proposta per ben due volte perché piace molto agli americani): buona però, devo amettere, pur non essendo io una big fan di una cioccolata con una percentuale di cacao inferiore al 70% 😛

Idem per quella al pistacchio, che purtroppo mi ricordava un po’ il gusto di alcuni gelati al pistacchio che sanno di pasta di mandorle. Io amo il pistacchio pistacchio, senza compromessi.

Spettacolare invece quella bianca: “Ode all’Orso Polare”, presentata il 24 febbraio e riproposta per il “grande finale del giorno di chiusura. Mi spiace per Simona, che voleva tanto assaggiarla e non è riuscita a venire. Era davvero densa, cremosa e BIANCA. Dolcissima, certo, ma non nauseante. Mi ha lasciato il desiderio del bis….

“Moulin Rouge” (melograno, espresso, cioccolata fondente, limone) “Tropical”, “Happy”, “Shangri-La” (cacao grezzo e semi di sesamo), “Tesoro nascosto” e  “Notti Arabe” (cannella, liquirizia, cardamomo, pepe, coriandolo, cumino e una serie di tè) erano di sicuro MOLTO interessanti, ma la combinazioni di troppi sapori e aromi non mi ha mai totalmente conquistata. Tutte combinazioni intriganti (a partire proprio dalla lunga lista degli ingredienti), ma in nessun caso, dopo il primo innamoramento, ho sentito l’irresistibile voglia di bis.

Sapevo che l’ultimo giorno si sarebbe concluso con “il gran finale”, ma purtroppo non ero consapevole di quel che sarebbe successo. Lo chef Maury Rubin, ha proposto un gusto differente prima ogni ora e mezza, poi ogni ora, e infine ogni mezz’ora!!!

Alle 10 del mattino, ha incominciato con quella al caffé (accidenti… la mia preferita e me la sono persa!!!), 11.30am cioccolata bianca (con una ripresa della stessa alle 17.30), tè verde alle 13, cioccolata extra fondente alle 14.30, booze (mix di liquori) e banana alle 15.30 (siccome questa l’ho persa, Maury si è detto disponibile a replicarla per me nei prossimi giorni :-D, vi terrò aggiornati!), cannella indonesiana alle 16.30, birra scura alle 17 e zenzero cinese alle 18…..

Io e Francesca siamo arrivate in tempo per gustare SOLO le ultime due, ma Maury ha preparato apposta per noi anche tre delle sette che avevamo perso (non ce l’avremmo fatta a berne più di cinque!!!)… poi abbiamo assistito alla CHIUSURA DELLE PORTE.

È stata segnata così una data importante per il mio futuro a New York: appuntamento al febbraio del 2011 per il nuovo festival.

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