Oggi, che a NY è ancora martedì 28 settembre, si è tenuto Desigual Undie Party Midtown.

ED IO C’ERO 🙂

Dopo aver dormito qualche ora a casa di Giorgia (grazie ancora per l’ospitalità!), mi sono diretta al negozio di Desigual tra 34th street e 5th avenue, dove ai primi 100 in mutande sarebbero stati regalati due pezzi di abbigliamento.

Erano le 4 di mattina, e già davanti alla porta c’era una fila di 70 persone!!!!!

Pensavo che arrivare così presto mi avrebbe assicurato l’ingresso, ma mi sono dovuta ricredere. Mezz’ora dopo ho cambiato idea anche sul fatto che gli americani in generale rispettano di più le file…

È stata una VERA LOTTA ALL’ULTIMO SANGUE!!!!!!!!

Carinissima, Giorgia si era preoccupata di darmi un sacchetto di plastica e due asciugamanini da mettere per terra per potermici sedere sopra nell’attesa, ma dopo il primo quarto d’ora la tensione mi ha immediatamente fatto rialzare in piedi.

Il ragazzo davanti a me ha iniziato ad urlare ad 8 (!!!) amici in lontananza: «correte, vi sto tenendo i posti!»

Cosaaaa????? Non esiste proprio!!!

L’uomo accanto a me è andato in escandescenza, ha chiamato gli uomini della security minacciando di provvedere lui, con “estremi rimedi”, alla situazione… i ragazzi sono giustamente finiti dietro di noi, ma il clima è rimasto bollente. Lì ho capito che dovevo stare in piedi.

Poco dopo ci siamo resi conto che questa situazione si stava ripetendo in piccola dimensione un po’ ovunque tra la gente davanti a noi. Tutti sembravano tenere il posto per un amico che era andato a fare colazione (alle 5 del mattino???) e che era lì prima (che strano che nessuno l’aveva notato prima, eh?) e che magicamente appariva nella coda…………

Alle 6am ero al 92esimo posto. Arrabbiata ma pur sempre tra i primi 100.

Quasi nessuno era in mutande a quell’ora, faceva freddo, diluviava e ci era stato detto che per poter entrare saremmo dovuti essere nudi per le 8am. Ancora plenty of time (un sacco di tempo).

La resonsabile dell’evento ha diviso la lunga coda e, ancora non ne comprendo il perché, ha forzato la seconda fila a fare un giro su sé stessa come per tornare indietro. Io ho seguito le indicazioni, perché non avrei potuto fare altro… ero la prima della seconda fila (sfigata!).

Così, le prime 30 persone dietro di me mi hanno seguita, le altre hanno iniziato a separarsi da noi e ad unirsi alla prima fila. GRRRRRRRRRR!!!!!

Alle 6.30 ho realizzato di essere finita oltre le 200… NON ERA PER NIENTE GIUSTO!

Il blog mi ha salvata (grazie a tutti voi!!!), perché volendovi rendere partecipi dell’esperienza, avevo fatto riprese fin dall’inizio e potevo quindi PROVARE di essere stata tra le prime ad arrivare 😉

Sono uscita dalla fila “distorta” in cui ero finita, e mi sono diretta dalla responsabile. Furiosa, prima le ho detto di essere molto disappointed (delusa), poi le ho fatto vedere il video e lei mi ha “catapultata” in mezzo ai primi 100 di nuovo dicendomi di non parlare. Ma io volevo parlare, anzi gridare! Era sbagliato! Le ho detto che c’erano altre persone con me che erano state penalizzate e lei mi ha detto che se sarebbero andate da lei, avrebbe fatto entrare anche loro…

Improvvisamente ero nuovamente avanti.

La lotta è durata tutto il tempo purtroppo. Alle 7.30 eravamo tutti in mutande, e a quel punto finalmente è scattato il sorriso sulle facce di tutti. Abbiamo cantato a squarciagola “Empire State Of Mind” e ogni volta che qualche autobus a due piani passava salutavamo i turisti invitandoli a spogliarsi anche loro 😀

I commessi ci hanno dato una mantellina trasparente antipioggia e ci hanno servito prima il caffè e poi i donuts 😛
Nel frattempo passavano a farci firmare la liberatoria e a consegnarci il numeretto che ci assicurava l’ingresso.

Per la cronaca: sono riuscita ad ottenere il numero 27. INCREDIBILE!

Alle 9.30 (mezz’ora prima dalla apertura delle porte), tutti eravamo di nuovo agguerriti e inferociti, in posizione d’attacco.

Quasi 6 ore d’attesa, nudi, sotto la pioggia. Non ne potevamo più, eravamo stanchi e stremati, ma pronti ad investire e ultime energie per conquistare i due capi tanto sognati. Il mio obiettivo era  il cappotto da $500 che avevo visto il giorno prima (eh già, mi ero preparata 😉 )

Alle 10 si sono aperte le porte, e come una mandria inferocita di bufali abbiamo travolto le security guard all’entrata. Sinceramente, io ho seguito la corrente perché avevo paura di inciampare e di essere investita senza pietà.

Varcata la soglia, mi sono avventata sullo stendino del mio cappotto preferito ma nulla… nel giro di 5 minuti non ce n’era più neppure uno 🙁

Ne ho preso un altro che mi piaceva, ma sempre con la speranza che qualcuna delle altre ragazze “mollasse la presa”. Tutti nudi, non facevamo che prendere e indossare i capi d’abbigliamento appesi e specchiarci nel mezzo del negozio come se fosse la cosa più naturale del mondo! Un camerino gigante in condivisione: troppo divertente.

Altra osservazione: gli uomini SONO SUPER vanitosi, più delle donne!!!!! Credetemi.

10 e lode al personale 🙂

Donna, una delle commesse, è stata molto gentile e mi ha suggerito un paio stupendo di pantaloni (che ovviamente ho preso), e quando ormai mi ero “rassegnata” a prendere il “secondo” capotto, Emily (un’altra commessa), mi ha inseguita urlando: «l’ho trovato!»

TROPPO CONTENTA, e ancora mezza nuda, ho portato alla cassa i due pezzi, complessivamente del valore di $700, che mi sono stati REGALATI!!! Unica condizione: indossarli per uscire dal negozio… e chi se li è più tolti per il resto della giornata???

TROPPO FIERA del mio outfit Disegual.

Mi sentivo un po’ come Tony Manero-Travolta nella scena finale di Saturday Night Fever. Inizio a preoccuparmi…. 😀

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