È tantissimo che mi ripropongo di scrivere un post su la Maison Academia perché trovo che sia un ottimo esempio di imprenditoria tutta italiana che punta alla qualità e al Made in Italy da esportare in tutto il mondo.

La mia amica Cristina Angelini, meravigliosa designer di moda, grazie a Maison Academia è riuscita a vedere i suoi disegni realizzati e venduti. Brava Cristina!!!

Ecco l’intervista che le ho fatto.

Quando hai deciso di fare la designer?
La moda e lo stile con cui ci definiamo mi hanno sempre affascinata. Ma fare la designer non era il sogno che avevo nel cassetto. Ho studiato marketing presso la Saint Joseph’s University a Filadelfia con l’intenzione di entrare nel mondo della moda svolgendo tale attività. Quando sono arrivata a New York ho capito che volevo invece crearla la moda.

Quale scuola hai frequentato?
Il Fashion Institute of Technology a New York.

Cosa hai imparato e come ti è servita nel mondo del lavoro?
Gli anni di studi trascorsi al Fashion Institute of Technology sono stati i migliori della mia vita. Ho imparato a cucire e a migliorare le mie abilità artistiche sia a livello tecnico che estetico.

Qual è stato il tuo percorso nel campo del lavoro?
Ho lavorato come freelancer designer per alcune case di moda a New York e come manager di produzione presso la Borrelli. Quest’ultima esperienza di lavoro mi ha portata ad apprezzare l’arte sartoriale e ha influenzato la mia decisione di specializarmi in questo settore.

Cosa ami o cosa odi dell’essere designer?
Fare la designer come tutti i lavori ha i suoi compromessi, ma chi sceglie di farlo può solo amare questa professione.

Cosa è cambiato e come vivi ora i “contest” di Maison Academia?
Maison Academia ha già prodotto due mie creazioni e questa è una grande soddisfazione. Valorizzo molto il concetto lanciato dalla compagnia perché da voce a nuovi stilisti provenienti da tutto il mondo senza compromettere l’alta qualità del made in Italy. Maison Academia sta lanciando delle collezioni sempre più forti per merito di questa collaborazione con stilisti di grande talento e con una giuria di professionisti di moda a livello internazionale.

Che cosa ti inspira quando disegni?
Ho uno stile eclettico. Posso essere rock e romantica. Le mie inspirazione vengono da tutto ciò che mi piace e che stimola la mia immaginazione.

Come vedi il futuro della moda?
Penso che l’industria della moda, come tante altre industrie, si stia sensibilizzando sempre di più ai problemi ambientali dando importanza alla necessità di utilizzare tessuti alternativi e reciclati.

Cosa vorresti per il tuo futuro?
New York Fashion Week al Lincoln Center.

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