Mi succede spesso di ricevere email di chi, pronto a partire per New York, mi domanda che tempo faccia.

La verità è che ancora non sono provvista di sfera di cristallo (come risponderebbe la mia amica Naomi) e anche il mio sito di previsioni atmosferiche preferito, di cui vedete il banner qui affianco, non è poi sempre così accurato.

Una cosa è certa: i newyorkesi affrontano la pioggia con disinvoltura.

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Appurato che gli ombrelli non abbiamo vita lunga qui visto il vento, vi suggerisco piuttosto di comprare una di quelle mantelline impermeabili che trovate in un qualsiasi supermercato “pharmacy” come DuaneReade, CVS, Walgreen e simili.

La strategia di “vestirsi a cipolla” vince in qualsiasi stagione comunque: d’estate perché se in strada ci sono 40 gradi bisogna poi prepararsi ad affrontare i -40 dell’aria condizionata ovunque e d’inverno succede il contrario con il riscaldamento a manetta ovunque.

Parlavo poco fa con Lorenzo, un nuovo amico conosciuto qualche giorno fa, sul suo disorientamento di fronte ai continui cambiamenti climatici. Non è abituato a dover uscire la mattina in maglietta, sudare facendo due passi sotto il sole cocente e ritrovarsi a battere i denti dal freddo nel pomeriggio… Questa è la New York che vi dovete aspettare.

L’altro giorno sono uscita di casa all’alba con gli stivali da pioggia (aveva diluviato fino a qualche minuto prima). Un paio di ore dopo, il sole cocente mi rendeva assolutamente ridicola agli occhi di chiunque fosse in giro con le infradito, ed anch’io mi sono sentita un “pesce fuor d’acqua” per tutto il pomeriggio… Finché un cielo nero non ha sovrastato nuovamente Manhattan cogliendo tutti (tranne me, ahahah!!) alla sprovvista!

Amo anche questa imprevedibilità. Il continuo cambiamento del colore del cielo e queste sue nuvole che si spostano velocemente trasportate dal vento.

Il cielo sempre blu è noioso, no?!

Adoro sentirmi scorrere addosso la pioggerellina sottile, trovare riparo ad ammirare la violenza con cui si scaglia quella forte e potente che si riversa subito dopo sulla città, e rimanere affascinata al cambiare dei colori in movimento del cielo… Non ho paura della pioggia; ho paura dei lampi però 😉

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