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C’è una poesia, Ithaca di Konstantinos Kavafis (non la pubblico tutta, la commento solamente, per non allungare troppo questo post) che può aiutarmi a trovare un punto d’inizo per spiegare esattamente che cos’è per me New York.

Io ho 18 anni e a quest’età non ti ascolta mai nessuno perché tutto quello che pensi viene sempre considerato il frutto dell’incoscienza ma io devo dire che sono una diciottenne piuttosto strana; non mi piacciono la maggior parte delle cose che piacciono ai ragazzi della mia età e spesso, davvero molto spesso, non mi sento affatto VIVA perchè la mia vita non ha brividi, è piena di sicurezze.

Nel 2008 ho fatto il primo viaggio a New York con la mia famiglia e in soli quattro giorni la città mi ha conquistata: all’improvviso sentivo un’irrefrenabile voglia di fare, di correre, di urlare. All’improvviso sentivo di essere Viva!

Di solito questo mi viene menzionato come un fatto negativo, ma che tutti i New Yorker non prestino attenzione ai milioni di persone che corrono sulla strada vicino a loro a me sembra una cosa meravigliosa!

Quasi dieci milioni di persone di differenti etnie, culture, religioni, professioni, classi sociali ecc che vivono a stretto contatto senza turbarsi troppo gli uni con gli altri per me significa libertà. Libertà di essere, di fare, di cambiare: in quale altro luogo un uomo può cambiare, evolvere in piena libertà?

New York è la ricca uptown, è la folgorante times square, è la cultura dei musei e delle biblioteche, è i rospi in vendita a Chinatown, è la sfarzosità poco fine di Little Italy, è l’ambiente artistico del Village. E’ tutto questo e molto altro e il fatto che sia così varia la distingue dalle altre.

Tutte le città sono contraddistinte da uno o due fattori: Roma la storia e il calore della gente, Milano la moda e il design, ecc e New York? New York è tanti fattori che tutti insieme comportano qualcosa di molto più grande: Libertà! Leggendo qualche altro commento sulla città (non solo su questo blog) ho letto spesso che alcui ne sono rimasti delusi, ma secondo me questo dipende da cosa ci sia aspetta. Se ti aspetti di arrivare in città e fare un mucchio di soldi, avere il successo schioccando le dita ecc allora beh la notizia brutta è che NY certamente dà molte opportunità, ma non è mica l’eden! E qui mi ricollego ad “Ithaca”. Quando Kavafis dice..

“Sempre devi avere in mente Itaca –
Raggiungerla sia il tuo pensiero costante.
Soprattutto, pero’, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra’ deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia’ tu avrai capito cio’ che Itaca vuole significare.”

..Io mi ritrovo esattamente nelle sue parole perchè per me è New York è un’emozione, è il sacrificio e la passione, è il sentirmi viva. È la felicità.

Ha cambiato tutto questa città per me, ha fatto persino in modo che mandassi al diavolo tutte le sicurezze (merce rara in questo periodo) per abbracciare invece un progetto folle e sognare di vivere nella città un giorno, di sentire l’adrenalina ogni mattina.

Quello che mi aspetto da NY non è la ricchezza, non è il successo è il sentirmi viva ogni mattina, è il sentirmi a casa più di quanto io mi ci senta nella mia cameretta, e se dovrò barboneggiare sotto il ponte di Manhattan pazienza.. La fama è inutile (tanto tutti quando l’hanno raggiunta, essendo già sepolti sotto 3 metri di terra, non hanno potuto godersela), i soldi lo stesso se non danno la felcità.

Avrei molto, e molto altro ancora da dire, aneddoti da raccontare (sia sul mio secondo viaggio fatto a dicembre 2011, sia su cosa ne pensano invece i miei amici e familiari di questo grande, grande amore) ma probabilmente molti di voi avranno mollato alla quarta riga, quindi vi saluto e vi consiglio la lettura di “New York è una finestra senza tende” di Paolo Cognetti 😉 .

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