Quartiere a sud ovest di Brooklyn, Red Hook non è ancora una tappa turistica, ma è sempre più frequentata dai newyorkesi ed è una delle mie destinazioni preferite.

Rappresentata su magliette e cappellini col simbolo di un uncino rosso, in realtà deve il suo nome al colore della sua terra.

Hoek, in Roode Hoek, sta per “punto” o “angolo” in olandese (primi colonizzatori della zona all’inizio del Seicento) e connotava appunto la particolarità del suolo rossastro della zona.

A metà dell’Ottocento molti imprenditori costruirono diversi porti e nel 1920 Red Hook era forse il porto più trafficato al mondo.

La costruzione del gigantesco complesso di case popolari nel 1938 e la povertà della gente che ci viveva, di fatto segregata dal resto della popolazione, segnò il suo declino per molti anni.

Gli abitanti più anziani del quartiere ricordano felicemente la loro adolescenza trascorsa giocando nei parchetti e nei campi da basketball comunali, super affollati, mentre gli adulti grigliavano pollo e hot dog all’aperto ma alla fine degli anni ’80 lo spaccio di droga (soprattutto del crack) trasformò la reputazione di Red Hook nel quartiere più pericoloso di tutta America…!!

Dal 1995 al 2005 il tasso di uccisioni scese del 75%, quello delle rapine del 62% e delle aggressioni del 45%.

Ancora oggi, ospitando più di 5000 residenti, il quartiere è la sede del più grande sviluppo di case popolari di tutta Brooklyn, eppure vi si trasferiscono sempre più artisti e gli imprenditori hanno già saturato il mercato immobiliare.

Nel 2008, nonostante l’opposizione di coloro che avrebbero voluto preservare i moli storici, ha aperto IKEA che fornisce anche un servizio navetta Brooklyn-Manhattan attraccando al Pier 11: gratuito nel fine settimana e $5 a tratta durante i giorni feriali (rimborsati alla cassa nel caso si facciano compere).

Quella che una volta era una costa industriale è diventato oggi un quartiere ricco di stimoli da esplorare. Open space, mostre d’arte, ristorantini chic, locali, serre, un enorme supermercato (Fairway) sono solo alcune delle attrazioni.

Agli amici di solito do’ appuntamento alla fermata di Borough Hall delle linee 2-3-4-5 a Brooklyn. Da lì, camminando su Boerum Place e arriviamo ad Atlantic avenue per prendere l’autobus B61 per Van Brunt st/Columbia St/9th St (se sono da sola mi piace fare lo stesso tragitto del bus a piedi).

***Prima tappa è il SUPERBO panino all’aragosta di Lobster Pound al 284 di Van Brunt Street (l’autobus ferma proprio lì accanto).
[Al momento chiuso per restauro, ha aperto invece la location a Manhattan al 16 Extra Place, tra 1st e 2nd Street e tra Bowery e 2nd Avenue]

Per digerire, e fare spazio al dolce, propongo di fare due passi sulla stessa Van Brunt street nella stessa direzione dell’autobus e all’incrocio con Van Dyke imbocchiamo la strada girando a destra seguendo le indicazioni per l’autentica (e migliore al mondo!!!) Key Lime Pie di Steve, che si trova al Pier 41 al 185 Van Dyke.

Se vi capita di organizzare la gita a Red Hook di sabato, non potete fare a meno della degustazione vini locali proposti dall’azienda vinicola di Red Hook al Pier 41, con tanto di vista della statua della libertà a fine molo.

Se si è in vena di un po’ di storia, si può fare un giretto veloce al Waterfront Museum & Showboat Barge, una chiatta piccolissima attraccata proprio lì davanti che ospita esibizioni d’arte o performance a seconda del periodo.

Camminando verso il supermercato Fairway si possono notare a terra le vecchie rotaie in uso una volta e alla fine del molo ci sono anche un vecchio tram che sembra lì abbandonato: anche questo fa parte dell’atmosfera.

Sul molo che si estende da quel lato (continuazione della strada Van Brunt, al numero 499) è anche possibile assistere alla lavorazione artigianale del vetro. La mia amica Francesca dice che la struttura ricorda un po’ l’Arsenale di Venezia… di certo il Pier Glass richiama immediatamente alla mente l’artigianato di Merano!

Nel caso vogliate ripercorrere le stesse strade e vivere la stessa esperienza, vi suggerisco di programmare “la gita” un sabato o una domenica pomeriggio, così da poter usufruire del traghetto IKEA di cui abbiamo parlato sopra per tornare a Manhattan e godere di una meravigliosa vista della statua della libertà e dello skyline.

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