Ieri sera sono finalmente riuscita ad andare ad una delle serate Jazz anni ’20 della Dreamland Orchestra ed è stato stupendo!

Il Gallow Green è la terrazza del McKittrick Hotel, 542 West di 27th street, su 23rd street tra 11th e 12th Avenue, in pieno Chelsea.

Da fuori non da certo l’idea di essere un albergo newyorkese.
Situato in una delle zone ancora un po’ industriali del quartiere, rimane al di là della High Line ma non abbastanza vicino al fiume (l’Hudson River) per essere considerato fancy.

Per partecipare alla serata “Jazz Age” è necessario fare i biglietti online; in questo modo si è sicuri di finire sulla lista all’ingresso in mano al buttafuori 😉

L’ascensore è lo stesso che viene utilizzato per Sleep No More, perciò non lasciatevi spaventare dal buio con cui vi “accoglie” e dal pallore del ragazzo che vi accompagna fino in terrazza; una volta all’aperto tutto prende un altro gusto.

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Lo scenario è suggestivo a prima vista: tavolinetti e sedie in legno molto comodi e accoglienti, vasi di piante e fiori ai perimetri, lucine in alto, bar coi classici sgabelli, vista panoramica della città e panchine da cui godere “indisturbati” dell’atmosfera.

Con la vecchia musica jazz suonata dal vivo sembrava in un attimo di essere catapultati in un’altra epoca.

Mi sono goduta indisturbata l’atmosfera da una sedia a dondolo un po’ nascosta nella parte più a nord est della terrazza mentre due ragazzi (Christina e Brian) si muovevano perfettamente a ritmo di swing, col tramonto che rendeva il sole sempre più infuocato sulla mia sinistra e le luci dell’Empire State Building che pian pianino si accendevano sulla mia sinistra…… Ecco che di nuovo mi sorprendo a sospirare al solo piacevole ricordo.

Poco dopo il mio arrivo si sono aggiunti a me, in ordine cronologico: Gaia, Luigi e Sandra.

All’inizio tutti e quattro eravamo esaltati all’idea di buttarci nelle danze, poi (ci siamo fatti intimorire dai ballerini?!) non so perché abbiamo deciso di sederci in uno dei tavolini al coperto di un vecchio vagone di un treno, abbiamo ordinato da bere e ci siamo perso in fantastiche chiacchiere.

Il vino, che pensavo sarebbe stato terribile (mai prendere un bicchiere di vino in un bar, abituati a servire cocktail e birre di solito hanno vino di bassissima qualità 😉 ), era in realtà piuttosto decente, bravo il nostro cameriere che ce l’ha consigliato!

Abbiamo anche ordinato un piatto di chips buonissime… Credo di averle mangiate tutte io, eheheheh, chiedo ufficialmente perdono ai presenti!

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La compagnia era piacevolissima, e la musica, le luci, l’energia ci hanno rapiti in un’altra dimensione. Esperienza da ripetere!!!

Ah, quasi dimenticavo. Momento epico è stato l’arrivo al tavolo di Elizabeth (qui sotto nella foto con Gaia), una signora di una certa età perfettamente in stile anni ’20 che si è presentata chiedendoci di dove fossimo e dopo aver scoperto che eravamo tutti italiani ci ha risposto con “mi piacerebbe prima o poi andare in Italia, ma dopo l’ultimo discorso del presidente Roosvelt sulla situazione di guerra e di cambiamento in Europa temo che dovrò rimandare”… Oooookay!!!

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Purtroppo non si sa per quanto tempo andranno ancora avanti le serate “Sunset Sunday“, ma lo stesso cameriere di cui sopra mi ha detto che è probabile che continuino ancora per un po’: teniamo sotto controllo il sito online 😉

Ps. Luigi: la prossima volta le ragazze (parlo a nome di tutte) faranno meno foto; promesso, eheheheh!

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