L’11 settembre 2001 ero ancora in Italia. I telegiornali non facevano che mandare in onda ad oltranza le immagini del crollo delle torri gemelle ed una sensazione di sconcerto e impotenza dominava tra tutti noi “spettatori”. Sono certa che ognuno di voi si ricordi perfettamente dov’era e cosa stava facendo quel giorno.

Sei mesi dopo, dall’11 marzo al 14 aprile del 2002, la Municipal Art Society of New York illuminava la città per la prima volta con Tribute in Lights, un’istallazione artistica che proiettava due fasci di luce blu dal lotto di terra allora vacante al 26 di West Side Highway.

New York City non dimentica, gli Stati Uniti non dimenticano, e ogni anno da allora l’intensità del blu delle luci (rafforzata dall’olio vecchio dei ristoranti della città riutilizzato come combustibile) continua imponente a colpire l’attenzione di chiunque si trovi ad un raggio di 40km.

fasci di luce ora partono dal tetto del Battery Parking Garage su Morris Street dal tramonto dell’11 settembre fino all’alba del 12 e vengono testati sempre anche qualche giorno prima, dando l’opportunità di scattare più foto 😉

Never Forget

All’apertura del Memorial ero rimasta come ipnotizzata alla vista dell’acqua risucchiata delle due piscine ricavate dal perimetro di quelle che una volta erano le basi delle torri…

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Da quando sono qui mi è successo spesso di confrontarmi con amici e conoscenti che erano in città quel giorno. Ognuno ha la propria storia…

Chiacchierando del “falso mito” dei “rudi newyorkesi“, un amico argentino poco prima aveva scherzato sostenendo che i newyorkesi sono così schietti e pragmatici da passare per maleducati, un attimo dopo era diventato quasi assente mentre riportava alla memoria immagini e pensieri del passato:

“Sai, in ogni film apocalittico, al momento del disastro esplode sempre il caos totale, si vede gente scavalcare e calpestare chiunque sia davanti a sé… I newyorkesi l’11 settembre 2001 hanno dimostrato di essere dei grandi. Quel giorno ero nel mio ufficio, in una delle torri, nell’altra lavorava mia moglie. Ricordo l’allarme, il tremore del palazzo, il fumo e la puzza di bruciato. Posso sentire ancora le grida di chi è caduto nel panico, eppure il ricordo più vivido è quello di una fila di gente attenta e ordinata che pian piano scendeva le scale e si avviava verso l’uscita. Dalla finestra si poteva vedere cadere chi si era buttato in preda alla disperazione, ma all’interno dell’edificio c’era chi continuava a fare il giro degli uffici per assicurarsi che nessuno rimanesse indietro. Nonostante lo shock si respirava collaborazione e sostegno“.

Questa profonda solidarietà (la stessa del dopo Uragano Sandy) è quella che porto nel cuore ogni anno di fronte ai due fasci di luce blu che vengono proiettati dal World Trade Center.

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La luce blu da Smith Street, Brooklyn

Qui sotto le foto scattate dal Pier 5 del Brooklyn Bridge Park sull’East River; altre location che vi consiglio sono: il ponte di Brooklyn, la Brooklyn PromenadeDumbo, la Promenade di Roosvelt IslandStaten Island (all’arrivo del traghetto), Washington Square Park e la fermata della metro di Fulton Street a Manhattan.

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