L’11 settembre 2001 ero ancora in Italia. I telegiornali non facevano che mandare in onda ad oltranza le immagini del crollo delle torri gemelle ed una sensazione di sconcerto e impotenza dominava tra tutti noi “spettatori”. Sono certa che ognuno di voi si ricordi perfettamente dov’era e cosa stava facendo quel giorno.

All’apertura del Memorial ero rimasta come ipnotizzata alla vista dell’acqua risucchiata delle due piscine ricavate dal perimetro di quelle che una volta erano le basi delle torri…

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[Con l’apertura del National September 11 Museum , non è più necessario avere alcun pass per entrare al Memorial , aperto tutti giorni dalle 7.30 am alle 21, mentre c’è da pagare il biglietto per entrare al museo: $24 per gli adulti, $18 per studenti/veterani/anziani, $15 per i ragazzi dai 7 ai 17 anni, gratis per i bimbi fino ai 6 anni.]

Da quando sono qui mi è successo spesso di confrontarmi con amici e conoscenti che erano in città quel giorno. Ognuno ha la propria storia…

Solo di fronte al mio articolo sul “falso mito” dei “rudi newyorkesi“, un amico argentino è tornato a rivivere quel giorno.

Poco prima aveva scherzato sostenendo che i newyorkesi sono così schietti e pragmatici da passare per maleducati, un attimo dopo era diventato quasi assente mentre riportava alla memoria immagini e pensieri del passato: “Sai, in ogni film apocalittico, al momento del disastro esplode sempre il caos totale, si vede gente scavalcare e calpestare chiunque sia davanti a sé… I newyorkesi l’11 settembre 2001 hanno dimostrato di essere dei grandi. Quel giorno ero nel mio ufficio, in una delle torri, nell’altra lavorava mia moglie. Ricordo l’allarme, il tremore del palazzo, il fumo e la puzza di bruciato. Posso sentire ancora le grida di chi è caduto nel panico, eppure il ricordo più vivido è quello di una fila di gente attenta e ordinata che pian piano scendeva le scale e si avviava verso l’uscita. Dalla finestra si poteva vedere cadere chi si era buttato in preda alla disperazione, ma all’interno dell’edificio c’era chi continuava a fare il giro degli uffici per assicurarsi che nessuno rimanesse indietro. Nonostante lo shock si respirava collaborazione e sostegno“.

Questa profonda solidarietà (la stessa che ha caratterizzato il post uragano Sandy) è quella che porto nel cuore ogni anno di fronte ai due fasci di luce blu che vengono proiettati dal World Trade Center

Never Forget

Il Tribute in Lights è un’istallazione artistica che ha avuto luogo la prima volta dall’11 marzo al 14 aprile del 2002, proiettando le luci dal lotto di terra allora vacante al 26 di West Side Highway.

Dal 2003 l’evento si è ripetuto in omaggio alla memoria dal tramonto dell’11 settembre fino al giorno successivo e per scattare ancora più foto si può approfittare del fatto che i fasci di luce (che ora partono dal tetto del Battery Parking Garage su Morris Street) vengono testati sempre anche qualche giorno prima 😉

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La luce blu da Smith Street, Brooklyn

Quest’anno Luca ed io siamo stati in riva al Pier 5 del Brooklyn Bridge Park sull’East River insieme al nostro amico Fabio, eccovi gli scatti… e il nostro #CIAO!!

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