Vi parlo spesso della mia amica Francesca, guida perfetta e risorsa inesauribile di chicche newyorkesi.

Questa volta mi ha portato a fare una lezione di “spinning”… a questo punto sono convinta che sia pure riduttivo chiamarla così. SoulCycle è una vera e propria mania esplosa in tutta NYC e a LA: oltre alla sudata in bicicletta c’è l’energia, la danza e l’elevazione dell’anima.

È tantissimo che Francesca me ne parlava e finalmente anch’io posso capirne tutta la passione. Lascio a Francesca, esperta e ormai adepta pure lei, la parola 😉

Anema e core. L’irresistibile avanzata di soul e cardio.

Testo e foto di Francesca Magnani.

Stevie Santangelo entra nella sala semibuia tra il fruscio delle ruote e il profumo delle candele al pompelmo e invita gli studenti a notare i propri vicini prima della breve meditazione iniziale in cui ognuno si riconnette al proprio respiro e chiarifica l’intenzione e la dedica del lavoro su se stessi che si farà a breve.

StevieConserte

 

Un quarto d’ora dopo, ci si trova ad eseguire una serie di 40 flessioni piegati in avanti sul manubrio di una bici statica al ritmo della voce di Jay Z a tutto volume, e al contempo a pedalare forsennatamente emulando la carismatica trainer tatuata, di lontane origini abruzzesi.

Nella mezz’ora successiva, tra picchi e valli di respiro, musica, ritmo, e un alternarsi di pillole di saggezza (“Entra e lascia sulla soglia i problemi!”, “Qui incontri te stesso!”, “Quanto in là sei disposto ad andare per ottenere quello che vuoi?”, “Se vuoi cambiare, basta che affronti quello di cui hai paura. La ricetta è semplice, non c’è mistero”) mescolate a esortazioni più terrene (“Vuoi sfoggiare bicipiti alla Michelle Obama?”, “Siamo qui a faticare per poi sentirci bene quando ci vedremo nudi allo specchio!”, “Più alzi il livello dello sforzo più ti si alzerà il didietro!”) si dipana l’esperienza SoulCycle.

La bio professionale con la quale Stevie, quarantasettenne statuaria dall’apparenza molto molto dura si presenta, comincia con la parola “Namaste”.

A New York, sulla scorta del successo enorme e ubiquo delle lezioni di yoga, che ti permettono, con un’ora a disposizione e con una ventina di dollari al massimo, sia di tonificare il corpo, che di acquietare la mente, che di entrare nella dimensione spirituale, si assiste ora all’avvento della versione aggiornata e amplificata del “mens sana in corpore sano”.

Il connubio di anima e sudore per lo yoga non è cosa nuova: dopo una vigorosa classe di Bikram o Ashtanga il tappetino è scivoloso e l’asciugamano madido. Come già Stephanie Syman ha ricordato nel libro The subtle body, la ragione principale per cui queste due branche dello yoga hanno successo in una società competitiva è senz’altro la loro componente cardiovascolare.

Ora però, con movimento inverso, il messaggio di ahimsa (non violenza), o di consapevolezza, piuttosto che il monito di tenere a bada l’ego, o l’invito alla meditazione, ti arrivano anche durante le flessioni di un allenamento bootcamp o i salti di una sessione tonifica-glutei.

Il trend è infatti a doppio senso: da un lato sempre più scuole e insegnanti di yoga propongono classi ibride, in cui la tranquillità e i benefici mentali e spirituali di una lezione sul mat si affiancano a quelli della cardio, che velocizza il metabolismo – ultimamente non c’è lezione in cui non venga menzionato il “core”, i muscoli stabilizzatori della zona addominale. Dall’altro, gli istruttori più in voga delle palestre più note di Manhattan incorporano agli esercizi aerobici e d’impatto, non solo asana, ma anche precetti di vita ed etica che fino a poco tempo fa si sentivano ricordati ed enunciati in modo così esplicito solo negli studi yoga – o nei libri e nei corsi di self-help.

L’innegabile appeal di questo fenomeno di etica+sudore è presente ed evidente nelle strategie di marketing e campagne di pubblicità delle compagnie di abbigliamento che per eccellenza rappresentano lo yoga e le attività ad esso contigue. In primis Lululemon, che fin dagli inizi si è proposta come azienda portatrice di valori spirituali ed elevazione mentale.

SoulCycle è uno degli esempi più eclatanti di questo fenomeno. Fondata nel 2005 da due amiche (assieme a un’istruttrice di spin poi distaccatasi dall’iniziativa, per avviarne una analoga, Flywheel) che cercavano un tipo di allenamento che stimolasse tutti i muscoli del corpo, in un’atmosfera divertente e cameratesca (la “community” tanto agognata dei business americani), SoulCycle esiste ora a Los Angeles e New York; dopo l’acquisizione nel 2011 da parte della catena Equinox, è prevista un’espansione in 60 altre città, inclusa, nel 2014, Londra.

Lo fanno tutte: da Brooke Shields a Lady Gaga (che si è portata in tour due delle loro bici modificate, con i pesi sotto il sellino), da Nicole Kidman a Lena Dunham (che ci ha festeggiato il 26mo compleanno), da Katie Holmes a Chelsea Clinton, da Kyra Sedgwick a Caroline Kennedy.

Il loro motto è: “Comincia il viaggio. Cambia il corpo. Trova l’anima”.

Il ciclo del nome è la ruota della bici ma anche il circolo di adepti che, frequentando queste classi di spin al lume di candela (candele ideate da Jonathan Adler) si sentono parte di un vero e proprio club e, a leggere le loro interviste, di una cerchia di seguaci, quasi di iniziati a un culto. Tra i protagonisti delle storie del SC blog, c’è chi andandoci ha abbandonato Weight Watchers, chi ha abbandonato il boyfriend sbagliato, e chi invece ha abbandonato l’analista: per questa ragione il prezzo, a prima vista davvero alto di $34 a lezione, sarebbe ampiamente giustificato, se non addirittura conveniente.

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