Ho amato i miei nonni, li ho amati tutti tantissimo. Non ho veri ricordi del nonno materno perché avevo solo due anni quando fu travolto in macchina da un pirata della strada, ma i racconti della nonna ne hanno colmato l’assenza.

Mio babbo aveva trovato lavoro a Milano, così da Marina di Carrara i miei genitori si erano trasferiti a Saronno.

Passavamo in Toscana almeno i tre mesi estivi, tornavamo per Natale e Pasqua, e ogni tanto anche i nonni venivano a trovare noi.

Un anno grazie al ragazzo con cui stavo allora, avevo portato in gita a Lugano la mia nonna (materna) Bruna.

Ricordo come fosse ora la sua espressione di meraviglia e gioia di fronte ai quei bellissimi fiori, tutti curati nel dettaglio, dalle tantissime sfumature cromatiche.

Di tutta la città, quello che più l’aveva colpita erano le sue aiuole perfette.

Oggi mi piace pensare di poter portare nel mio cuore tutte le persone care che non ci sono più.

Di fronte a questi colori vivaci e perfettamente disposti in ogni angolo della città immagino il dolcissimo sorriso della mia nonna.

Si sarebbe di sicuro innamorata di New York.

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